Pedro Páramo is Dead
17, 18, 19 luglio 2009
XVIII Scuola Internazionale di Performance
È possibile che la fantascienza si unisca alla memoria? Sul tetto della Coop passato e futuro si incontrano e si mescolano l'uno all'altro senza soluzione di continuità. È il nuovo spettacolo della Scuola Internazionale di Performance di Elan Frantoio, che come ogni anno porta a Fucecchio giovani artisti di varie nazionalità provenienti da prestigiose scuole di teatro, circo e danza.
I morti arrivano a raccontare la propria storia, ma lo fanno in un paesaggio a tratti antico e a tratti lunare, futuristico, fra pannelli solari e vecchi letti, corpi vivi e manichini di cellophane, maschere grottesche e aeroplani telecomandati che proiettano video in presa diretta, in un nuovo territorio di ricerca e sperimentazione di linguaggi intrapreso dalla compagnia.
Il futuro è qui, ora, ma è totalmente intriso di ricordi: ci sono gli archetipi, il rapporto con l'ancestrale, la ricerca del padre, di se stessi, di un contatto umano, di un passato in cui rispecchiarsi, poiché siamo tutti figli di qualcuno. Ecco che la memoria, allora, non è nostalgica e stagnante, ma, anzi, un fertilizzante che suggerisce e genera il nuovo: la memoria avviene ora, è attiva, creativa, e nella notte radici e futuro coincidono.
L'ispirazione per questo nuovo spettacolo viene dalla visionarietà di Pedro Páramo, romanzo cult del messicano Juan Rulfo, impregnato di quel realismo magico dove il quotidiano e il favoloso, la vita e la morte di mescolano in un universo che attrae e inquieta; questo mondo, nella performance, viene scandagliato, declinato in immagini, visioni: è un viaggio nell'oltretomba, un presagio di morte, ma una morte seducente e accattivante, uno spazio indefinito, di confine fra mondi, senza punti di riferimento certi, ma da cui si esce con la consapevolezza della carne, della vita.