Ecstasy

ecstasy

XII Scuola Internazionale di Performance

Ispirato al libro di Stevie Davies, Unbridled Spirits. Women of the English revolution: 1640-1660 (Spiriti senza Briglia. Donne della Rivoluzione Inglese: 1640-1660), il dramma racconta dei soprusi sofferti dalle donne rivoluzionarie durante la rivoluzione di Cromwell. In particolare, il lavoro affronta il tema della libertà di spirito e di parola come strumento di identità, di libertà e di pace indipendentemente da razza, genere e religione.

Per la donna della metà del '600, così come ancora per la donna in alcuni paesi oggi, l'uso della parola come strumento di espressione, di identità e d'opinione è un'offesa punibile dalla legge. La Macchina del potere si fa forte di strumenti del silenzio in un "ammutolimento" dello spirito e non solo della bocca.

Queste donne parlano e hanno un nome. Anna Trapnel, Katherine Chidley, Mary Pope, Eleonor Davies, Mary Cary, Elizabeth Pool, Elizabeth Avery, Ruth Emerson, Dorothy Waugh, Margaret Newby, Temperance Lloyd, Susanna Edwards, Mary Trembles, Mary Fisher, Ann Austin, Barbara Blaugdone, Anne Docwra, Anne Bodenham...Queste e molte altre. Le loro definizioni cambiano a seconda di chi le ascolta, accusa o chiama a giudizio. Per alcuni sono bisbetiche, per altri visionarie, possedute o rivoluzionarie, meretrici o vedove, profetesse o politicanti, madri snaturate o sante; e ancora, capri espiatori, isteriche, riformiste, terroriste, fuorilegge, straniere, streghe. Tutte sono accumunate dallo stesso crimine: l'avere osato rompere il silenzio. L'uso della parola è un crimine. Le pene variano di grado e severità, ma la macchina della legge investe in strumenti di tortura e punizione come beni di necessità. Un intero apparato repressivo ideato e controllato da uomini: flagellazioni, fuoco, pungiglioni, sadismo sessuale, soffocamenti e immersioni nell'acqua, briglie e maschere di infamia e ammutolimento. La ferocia di queste maschere come punizione per l'uso della parola è il nocciolo di questo progetto. Un atto di violenza sotto forma di una protuberanza metallica della lunghezza di 8 o 9 cm attaccata alla parte interna di una gabbia di ferro che veniva infilata sulla testa della donna e chiusa con un lucchetto non appena il pezzo di ferro le era penetrato in bocca e le aveva perforato la lingua con aguzzi aculei e lamette taglienti.

Ecstasy intende far conoscere una parte di Storia che rimane ancora oscura e sconosciuta a molti e al tempo stesso creare uno spazio drammaturgico assolutamente contemporaneo in cui donne e uomini possono manifestare le più sottili o clamorose sfaccettature; in cui possono amarsi, dibattere tra bene e male, tradirsi, accapigliarsi, commettere atti spaventosi, parlare di tabù e di crimini nascosti. Lo scopo principale del lavoro è di respingere stereotipi, camicie di forza e vecchie parrucche per invece vedere e ascoltare il genere umano - e soprattutto le donne - in tutte le loro contraddizioni: di vederle sia sante che puttane, sensuali e cerebrali, buone e cattive, belle e laide, pietose e crudeli; sorprenderle nei loro attacchi di rabbia e oscenità e, per un attimo, far uscire i loro volti dall'ombra e dalla sabbia. Ecstasy incentra tutta la sua forza drammaturgica nel rendere presenti ora le voci delle donne. I loro corpi, i loro eccessi e le loro sofferenze, le loro fantasie e le loro visioni. Queste vite ci appartengono e in-formano la nostra coscienza. Sono donne vere; sono intorno a noi o in continenti sconosciuti, come la Storia e la memoria del passato.

E gli uomini? Predicatori o Inquisitori, progressisti o reazionari, teneri o crudeli, le figure maschili hanno un potere ipnotico e carismatico. George Fox, affascinante e irresistibile predicatore dell'assoluta parità dell'uomo e della donna come portatori della parola di Dio, fonderà la Società degli Amici - chiamati Quakers in segno di scherno (dalliInglese "to quake" che significa "tremare"), per via delle convulsioni estatiche da cui erano presi quando il Potere (The Power) di Dio si manifestava attraverso di loro. James Nayler, discepolo di Fox e poi suo avversario, dopo aver attratto centinaia di discepoli (donne), entrerà nella città di Bristol sulla groppa di un asino accolto dai suoi seguaci con palme ed incensi come il nuovo Messia. David Lyngard– personaggio ispirato al crudele e accanito Thomas Edwards, eresiografo e persecutore di streghe vere e immaginarie, scriverà un libello intitolato Cancrena, in cui si percepisce il terrore quasi patologico nei confronti delle donne che osano disobbedire al "mulier taceat in ecclesia", la donna taccia in chiesa. "Chiesa" qui si riferisce alle gerarchie regnanti sia laiche che religiose, entrambe costituzionalmente ginecofobiche; il vero senso era quindi "la donna taccia nella presenza del maschio". La parola e voce maschile, invece, investita del Potere di Dio o del Diavolo, penetra accattivante e sinuosa nelle pieghe del testo.

Le profetesse annunciano la caduta di re e alle visionarie appaiono capi di stato insanguinati. Le donne dal fiocco bianco predicano la pace, quelle col fiocco verde attaccano la legge dei signori e le loro tasse esose e abusive. Tutte chiedono il diritto di essere ascoltate come cittadine dello Stato e non semplicemente come individui ai margini, senza la capacità di intendere e di volere, accomunate nel solito gruppo inerme di donne, pazzi e infanti. Le attiviste della Quinta Monarchia spiano, fanno da messaggeri e da agenti, attaccano il governo e propongono riforme.

Le separatiste fondano nuove chiese e parlano di libertà di coscienza. Alcuni spiriti infuocati sostengono la demolizione di tutte le Chiese d'Inghilterra come covo di ipocriti e mercenari e luoghi dove si adorano idoli di cartapesta. Alcune arrivano a progettare un piano di fusione di tutte le campane per poter aiutare i poveri lasciandone solo una per paese come allarme anti-incendio. Le prime rivoluzionarie Quacchere lanciano invettive contro le università (esclusivamente maschili) che elargiscono lauree a savi e a pazzi e accusano la chiesa anglicana di "vendere" la parola di Dio: ministri e preti non possono essere pagati perché la parola di Dio è gratuita e può parlare attraverso la bocca di uomini e donne liberamente. La loro denuncia è candida e aperta: parlano di truffe, di intrighi, di soprusi, di ingiustizie, e dell'infinita povertà che le circonda. La reazione è feroce e isterica.

Lo spauracchio di una totale rivoluzione in cui le donne sbraitano e sfuggono al potere diventa un ossessionante campanello d'allarme: se la macchina del sistema patriarcale crolla si rischia l'anarchia; se la libertà di coscienza ha il sopravvento, c'è il pericolo che corroda il valore sacro della proprietà. Per molte di queste donne, optare per la parola, e non il silenzio, ha un costo molto alto. Alcune sono pronte a sacrificare beni terreni, libertà, a fare la fame, ad essere imprigionate e torturate. Pronte a morire in nome della giustizia e della libertà. La loro lingua affonda nel calco profondo della Bibbia e da lì prende coraggio e dignità.

In questo fan paura, perché non conoscono la paura.