Dog Tags, la pace e la guerra nel mattatoio ricreato a Fucecchio

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XV Scuola Internazionale di Performance

Dal 4 luglio nel Frantoio di Elan, al Parco Corsini di Fucecchio, sotto la calura soffocante di luglio, il team internazionale composto da 50 giovani fra creativi, tecnici e performer, lavora intensamente da mattina fino a sera inoltrata per curare sotto ogni aspetto l'esordio di "Dog Tags", performance ispirata a Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut, messa in scena per la XIV edizione della Scuola Internazionale di Performance di Firenza Guidi. La prima dello spettacolo sarà il 15 luglio alle 21.15 seguita da un replica alle 23.00. Le sere successive 16 e 17 luglio gli spettacoli si terranno negli stessi orari.

Al momento Elan Frantoio è una vera fucina in piena attività: ai piani superiori i designer incollano e cuciono pelli e altri materiali per il set, mentre il dipartimento della comunicazione arricchisce la rete dei contatti per dare visibilità all'evento. Al primo piano le costumiste reinterpretano gli anni '40 e il periodo della seconda guerra mondiale, quello in cui è ambientato il romanzo di Kurt Vonnegut, fondendo vintage e contemporaneo. All'aperto invece i costruttori del set danno corpo sapientemente con legno e chiodi agli input della Guidi. Infine i performer della Scuola Internazionale lavorano con la regista per realizzare le strutture in cui si concretizzerà la performance, immergendosi completamente in un magico processo creativo.

In questo spettacolo la Guidi parlerà della guerra, della morte e di come riconquistare la pace. Metterà a nudo la vacuità di ideali come l'eroismo e il patriottismo, visti come inarrestabili strumenti di morte, e per far ciò sostituirà alle divise dei soldati le nuove uniformi del lutto delle madri e delle vedove dei caduti, che sulla scena si moltiplicheranno fino a diventare un'armata, tragica e sensuale al contempo. A queste donne non resta che una piastrina di riconoscimento al posto della persona cara. Infatti tali piastrine sono il simbolo dello spettacolo: degli insignificanti quadratini di alluminio, come delle medagliette per cani ("dog tags"), attraverso le quali l'individuo è spogliato della sua umanità e ridotto a un numero. Un cane gettato allo sbaraglio. Un animale da macello.

In realtà "Dog Tags" non è un momento isolato nella vita di Elan Frantoio: a meno di un anno dalla sua nascita, il 18 settembre 2004, questo edificio storico che risale al 1500, ha visto crescere tantissimi progetti al suo interno: i laboratori di voce e canto, di elaborazione digitale, di percussioni, di scrittura creativa, di performance, senza contare i laboratori-spettacolo per i ragazzi del Liceo Checchi di Fucecchio. Tanti sono i giovani che si sono aggiunti alla già folta schiera di ragazzi che abitualmente lavorano e seguono i corsi del centro.

Tutto questo si basa sui tre pilastri fondamentali che costituiscono la ragion d'essere del Frantoio: formazione, creazione e "networking". La formazione è possibile sia nei laboratori che negli spettacoli, attraverso il confronto con le proprie capacità e potenzialità, ma anche le insicurezze; la creazione si concretizza a sua volta in ogni progetto, che è un momento sempre irripetibile e unico; infine il "networking" è non solo la magica rete di contatti che ha permesso ad Elan di essere la compagnia internazionale che è oggi, ma è anche la base su cui poggia la comunicazione e il suo obiettivo: radicare la conoscenza nel territorio prima e poi espanderla verso nuovi orizzonti per accrescere la visibilità sul territorio nazionale dei progetti italiani ed esteri di Elan.

La nascita e lo sviluppo di un centro per le arti performative come Elan Frantoio è il momento culminante di un sodalizio, fra la regista Firenza Guidi e il Comune di Fucecchio, che si è sviluppato e consolidato negli anni e che ha permesso finalmente alla compagnia di poter pianificare, a lungo termine le attività e le performance. Sia la passata amministrazione comunale che quella attuale, con il sindaco Claudio Toni e l'assessore alla cultura Riccardo Cardellicchio, hanno sempre incentivato il lavoro della regista per il successo che raccoglie fra i giovani e per l'indubbia valenza formativa del metodo di Firenza Guidi. A tale proposito, illuminanti sono state le parole del direttore generale del comune Roberto Vezzosi, pronunciate a conclusione del meeting fra i partner europei del progetto Creatio_Creative Power Stations, ideato da Elan Frantoio la cui prima tappa è stata l'Italia con la performance Artemisia del 23 marzo 2005: "È così che si forma l'Europa, creando i ponti fra le persone, fra un tu ed un io: questi progetti sono fondamentali per formare i nostri ragazzi, dovremmo mandare i nostri giovani nei paesi partner di Creatio perché possano seguirne lo sviluppo."

Infatti tale progetto, il cui scopo è creare comunità glocali, attraverso il training e la performance, proseguirà a novembre facendo tappa in Islanda, punterà di nuovo sul continente passando attraverso il Galles, per approdare poi in Francia e in Germania. Ogni paese ospiterà un laboratorio-spettaccolo, condotto dalla Guidi che dirigerà gruppi di giovanissimi: l'età massima arriva appena a 20 anni. Tanti ancora sono i progetti in programma e in lavorazione al Frantoio di Elan: a settembre ci sarà l'anteprima di "È Il Nome di una Nave", il cortometraggio per cui la Guidi ha preso spunto dai racconti delle donne del Padule: lasciavano i figli appena nati e la famiglia per andare ad allattare in Francia i bambini delle famiglie benestanti. A seguire, Romeo e Giulietta, laboratorio-spettacolo per il Liceo Arturo Checchi, ma con una particolarità: Firenza ha scelto di ricontestualizzarli attraverso il fumetto e i personaggi dei manga giapponesi.