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Corrente Alterna

Al ritorno mi chiedono "Allora com'è Cuba?
Dai racconta cos'hai visto, come ci si sta, è diverso da qui?
Cos'hai mangiato, com'era la gente?
E gli attori erano più bravi? Ma di un po', l'hai visto Castro?
L'hai incontrato?"
Le domande si mischiano a quelle che mi avevano fatto i cubani
All'ultima sera,
seduti in fila indiana in un corridoio pieno di graffiti
perché fuori pioveva –
fuori le sedie e i tavoli di plastica del Caffè Teatro del Puerto affondavano sempre di più nel fango della boscaglia circostante, si inzuppavano e ci inzuppavano e se quell'unico pezzo di salsiccia ti scappava dal piatto era finita. La terra se lo risucchiava come sabbie mobili. La terra a Cuba – la terra intendo proprio la terra – non terra come pavimento, o terra come universo metaforico – intendo proprio la sostanza di cui è fatta l'isola. Una terra che ti assorbe e ti fa affondare fino alle radici,
e l'acqua ti inzuppa ti infradicia ti imbeve ti lava ma non ti rinfresca o raffredda. L'acqua ti scivola addosso insieme al sudore che continua a formarsi sulla pelle,

Che cos'hai imparato da questa esperienza, che cosa ti porti via, che cosa lasci, che cosa condividi, che cosa cambieresti?

Comincio a raccontare. A pezzi e bocconi.

Discorsi sconclusionati che iniziano da una parte e saltano di palo in frasca. Uno stream irrazionale e confusionario con sovrapposizioni e incongruenze

Un getto, un urto di parole che non appena si formano sulla bocca ne chiamano delle altre – ma non quelle che presentano un rassicurante susseguirsi di un avverbio, soggetto, verbo tipo "normalmente si mangiava alle 8".

Oppure non mi viene neanche una parola.

Ma perché come faccio a dire del fumo nero
che mi soffia in faccia dai camion e dai bus
la guagua –
che sembra che ci sia un cubanito che si guadagna la giornata spalando carbone nel motore
Del nostro autista che fa partire la macchina
con il liquido per lavare i piatti,
dei negozi vuoti dove si paga in pesos
e di quelli accanto, pieni, in dollari
di quelli dove in tutto un bancone
vedi solo un bullone o una testa d'aglio o un bottone
e di quelli che vendono invece fiori finti,
talco e sapone da bucato che si taglia col machete

Estratto da "Corrente Alterna" di Firenza Guidi.

Presentato per la prima volta a Fucecchio (Fi)
Auditorium La Tinaia
domenica 21 novembre 2004

firenza
foto F. Guidi